A Cernobyl, dove gli alberi non si decompongono

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Uno studio pubblicato sulla rivista Oecologia mette in relazione il decadimento con il grado di contaminazione radioattiva


Gli alberi di Cernobyl non si decompongono.

Un gruppo di ricercatori francesi e statunitensi ha studiato le piante della cosiddetta “foresta rossa”, un’area verde a ridosso della centrale teatro del disastro nucleare del 1986. Prima di morire, gli alberi assunsero una colorazione brunastra.

In seguito, è stato notato un rilevante rallentamento della degenerazione dei tronchi. A differenza da ciò che accade in natura, il legno sembrava ancora lungi dal degradarsi.

Per questo, è stato ideato un esperimento. I ricercatori hanno sparso nell’area di Cernobyl campioni di vegetazione prelevata in boschi non contaminati. Dopo nove mesi le conclusioni: la decomposizione si era ridotta del 40% rispetto alla norma. E grado di contaminazione e decomposizione sono risultati direttamente proporzionali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Oecologia.

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