I valori anomali causati dal ciclone che si è abbattuto sul Midwest


Oltre trenta gradi sopra la media. Un Capodanno che passerà alla storia quello appena trascorso nelle regione artiche.

La colonnina di mercurio ha fatto registrare la temperatura di 30-35 gradi Farenheit (tra il -1 e il +1,6 gradi Celsius). Valori addirittura superiori a quelli registrati nel Midwest degli Stati Uniti.

L’incredibile innalzamento termico è stato stimato (al Polo Nord non sono installate stazioni meteo permanenti) attraverso modelli meteorologici che sfruttano le immagini satellitari della Noaa (National oceanic and atmospheric administration), l'agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia.

Ma cosa ha determinato la corsa (si è calcolato sia avvenuta in sole 27 ore) della colonnina di mercurio?

I ricercatori non hanno dubbi: si tratta del ciclone che alla fine di dicembre ha causato tornado e successivamente inondazioni in Missouri, Illinois, Arkansas e Oklahoma. Nel suo percorso verso Nord, la tempesta ha trasportato masse di aria calda verso il Circolo polare artico.

Venti miti, con velocità fino a 70 miglia orarie, sono soffiati sul Mare del Nord. Ripercussioni anche in Islanda: negli stessi giorni la pressione atmosferica è calata di 54 millibar in appena 18 ore. Un valore tre volte superiore al limite che definisce una cosiddetta "bomba" meteorologica".

Uragani sempre più frequenti, cicloni e repentini cambiamenti di temperature e pressioni. Il clima sta cambiando, e a ritmi sempre più sostenuti. Mentre continua senza sosta l’immissione in atmosfera di gas serra.

In pieno medioevo, il tredicesimo secolo vide la definitiva ed irreversibile separazione del pensiero filosofico dell'islam dal resto del mondo civile. Questa separazione ha portato all'islam di oggi, con tutte le sue innumerevoli diversità incolmabili con il resto del mondo civile contemporaneo e tutti i problemi di aggressione continua della civiltà giudaico cristiana che i musulmani periodicamente gli rovesciano addosso da secoli .
Secondo la immutata arcaica visione del mondo dell'islam, l'unica verità è nel corano. Agli occidentali fa sorridere quando al giorno d'oggi in tutte le moschee del mondo civile viene ancora professata questa infantile visione. I filosofi ed i pensatori del mondo musulmano disprezzavano un tempo l'occidente. Lo fanno ancora oggi con immutata irremovibile religiosità e venerazione in tutte le moschee. Non mancano di offendere il mondo occidentale e di diffondere la preparazione della soppressione della sua cultura.
La civiltà occidentale, per intenderci quella giudaico cristiana, basa il suo vivere civile in conseguenza di una serie di accadimenti storici del tutto estranei e sconosciuti all'Islam. In breve si può riassumere le diversità delle due culture a partire dal medioevo esattamente tra il 1200 ed il 1300 in questo modo:
Occidente
Tredicesimo secolo
Umanesimo
Nuovo Umanesimo
Rinascimento
Illuminismo
Rivoluzione francese
Separazione potere laico da quello religioso
Dichiarazione dei diritti universali dell'Uomo e della donna
Carta dei diritti dell'uomo del terzo millennio
Riconoscimento del pianeta e di tutte le sue forme di vita come entità giuridica vivente
Incitazione alla violenza quale reato contro l'umanità.
Cultura del perdono e della tolleranza
Libertà
Uguaglianza
Fratellanza
Solidarietà
Dignità dell'uomo e della donna
Pacifismo ecc..
Islam
Nuovo umanesimo : nessuno
Rinascimento : nessuno
Illuminismo : nessuno
Rivoluzione francese : nessuno
Separazione potere laico da quello religioso : nessuno. (Le massime cariche di potere nell'islam sono sempre e solo quelle religiose )
Cultura del perdono e della tolleranza : nessuna
Pacifismo : nessuno
Islam moderato : assente, storicamente e modernamente
Diffusione della cultura dell'odio, della sopraffazione, dell'imposizione del corano quale unica verità,ecc..

In conseguenza di ciò l' occidente vuole misurare e verificare per verità, tutto ciò che ci circonda con l'ausilio di matematica, fisica, astronomia, medicina, biologia o qualsiasi altra scienza esistente che dimostri il reale al di la di ogni credo religioso. In occidente devono esser dimostrati veri i fenomeni dell'intero universo e le leggi che lo governano. Tutto ciò che è vero non è altro se non la diretta conseguenza specifica di precise leggi che la scienza ci svela incessantemente, fenomeni naturali che governano l'universo.
Innumerevoli documenti del medioevo testimoniano invece, che i dotti dell'islam criticavano negativamente la cultura occidentale per la loro mania di misurare tutto e la loro empiricità e ricerca continua della verità che deve essere verificata e misurata continuamente.
Per loro e per i musulmani di oggi, l'unica verità era ed è, solo quella scritta nel corano.
Il corano pretende la fede assoluta e come tutte le religioni esistenti, vuole per forza che si creda a dei fatti basati sulla testimonianza frutto del pensiero non verificato detto da un altro.
Si è giunti a tale divario come accennato per gli eventi storici accaduti in occidente elencati prima, purtroppo mai verificatesi nel mondo islamico .
Dobbiamo partire dall' umanesimo se vogliamo capire.
A un certo punto nell'occidente nella storia del pensiero, dell'arte e della letteratura, arriva un periodo convenzionalmente stabilito tra gli ultimi decenni del sec. XIV e la fine del sec. XV, caratterizzato da un rinnovato fervore per lo studio dell'antichità, che si esplica in una intensa attività filologica, e motivato da una accentuata consapevolezza della posizione privilegiata dell'uomo nel mondo della natura chiamato umanesimo. Alla fine del XV e nel XVI secolo in Europa appare un nuovo umanesimo che porta forti critiche al credo religioso cristiano . Con la scoperta ufficiale delle Americhe che all'epoca ancora non si chiamavano tali, la successiva rivoluzione di Copernico, con il rinascimento, con Galileo Galilei ed a seguire con l'illuminismo, la rivoluzione francese e con la separazione del potere laico da quello religioso, l'occidente ha fatto quel magnifico cammino di civiltà, che lo ha portato fuori dagli anni bui del medioevo, alla definitiva separazione dalla religione, fino ad approdare alla dichiarazione ONU dei diritti universali dell'uomo e della donna del 10 dicembre 1948 ed alla presentazione dei diritti dell'uomo del terzo millennio, che per la prima volta nella storia dell'umanità, introduce il concetto nuovo di diritto di preservazione del pianeta e di tutte le sue forme di vita in quanto il pianeta è una entità giuridica vivente a sé.
Pertanto ecco la differenza irrecuperabile tra occidente ed oriente.
Differenze incolmabili, fino a quando i laici intimoriti e perseguitati nell'islam, non alzino la voce e si liberino della schiavitù imposta dal loro arcaico mondo culturale religioso che nei fatti ne ha vietato e ne vieta ancora ogni sviluppo civile ed ogni cammino del progresso del pensiero e delle scienze.
Essi hanno un lungo viaggio da fare .
La faranno ?
Questa è una scommessa che ci lascia ancora senza esito alcuno.
Lo sarà nei secoli a venire ?
Non lo sappiamo .
Qualche tentativo fallito è stato abbozzato dalla rivoluzione iraniana sciita che non ha approdato a nulla .
Infatti sin dall'inizio della rivoluzione Sciita in Persia nel 1978, l'ayatollah Ruḥollāh Muṣṭafā Mōsavī Khomeynī (persiano: روح الله مصطفوی موسوی خمینی‎‎), capo spirituale e politico del suo Paese dal 1979 al 1989, nel suo governo, ovviamente di stampo religioso islamico Sciita, impostò uno stretto approccio fondamentalista ed instaurò un feroce regime intollerante in Iran, una linea di potere (definito, in maniera approssimativa, "teocratico") che sopravvive tuttora.
Nel programma iniziale aveva anche detto che l' Islam doveva portare ad un nuovo modello per lo sviluppo delle scienze sotto stretto controllo religioso.
Abbiamo visto che nell'area islamica ciò è molto difficile che possa avvenire per le imposizioni di fede coranica.
Questo enunciato è abortito subito ab-origine per stesso mandato della sua guida suprema , cioè egli stesso, Khomeini, con buona pace per la verifica della verità scientifica che stride con qualsiasi fede religiosa lo ha vietato.
Nessun paese islamico ha ad oggi sottoscritto la dichiarazione dei diritti universali dell'uomo del 10 dic. 1948 , nessun paese dell'ONU ha sottoscritto la dichiarazione dei diritti dell' Uomo del terzo millennio, la qual cosa porterà alla estinzione della vita sulla terra entro i prossimi 350 anni con buona pace di tutte le multinazionali del petrolio e delle signorie finanziarie e bancarie uniche responsabili della catastrofe.
Altro che corano.

 

Il surriscaldamento globale porta alla fusione del terreno congelato. La comunità scientifica guarda agli agenti patogeni rimasti intrappolati per millenni

Un circolo vizioso dalle imprevedibili conseguenze. Il surriscaldamento dell’atmosfera causato dai gas serra determina lo scioglimento dei ghiacci, spianando la strada a nuove rotte artiche e soprattutto allo sfruttamento delle ingenti risorse di petrolio e gas imprigionate nel sottosuolo. Proprio quegli stessi combustibili fossili causa del crescente aumento delle temperature sul globo.

Ma non è tutto. Il permafrost - lo strato di terreno congelato profondo sino a 1.500 metri – potrebbe imprigionare altri pericoli, sotto forma di agenti patogeni preistorici sconosciuti ai ricercatori e al sistema immunitario di uomo e altri animali.

In uno studio pubblicato sulle pagine degli Atti dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti, un gruppo di studiosi del Centro nazionale per le ricerche francese ha messo in guardia sulle conseguenze del rapido scioglimento dei ghiacci dell’Artico (a una velocità doppia rispetto alla media globale) e sulla conseguente possibilità di risveglio di virus rimasti intrappolati da millenni nel sottosuolo. Questi, attraverso un organismo ospite, potrebbero riprodursi e diffondersi.

Per tale motivo, è massima la cautela sul risveglio del Mollivirus sibericum, scoperto nel 2015 nella regione russa di Kolyma. Si procederà in laboratorio, assicurano gli scienziati, non prima di aver accertato l’assenza di pericoli.

Il Mollivirus sibericum è quello che si definisce un “virus gigante”: supera, infatti, il mezzo micron. Complesso anche il suo genoma, composto da oltre 500 geni (il genoma del virus dell'influenza A ne ha otto). Caratteristiche rilevanti, simili al più grande virus mai studiato, il Pandoravirus, scoperto dallo stesso team nel 2013 (fino a un micron di diametro e 2.500 sequenze di Dna).

Malattie “dormienti” oggi debellate potrebbero essere dunque risvegliate e diffuse dalla combinazione tra lo scioglimento del permafrost e la massiccia presenza umana in aree oggi pressoché desertiche, ma che potrebbero essere popolate proprio a causa della maggiore accessibilità di risorse.

 

 

Dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi si porranno le basi per contenere l’aumento della temperatura a due gradi. Ma secondo numerosi studi scientifici non sarà sufficiente

Gli oceani si innalzano. I ghiacciai si sciolgono. Le specie animali si estinguono. E gli uomini continuano a estrarre e bruciare combustibili fossili.

La vita non sarà più la stessa su questa terra a questi ritmi. La comunità scientifica ha calcolato che, in assenza di tagli delle emissioni di gas serra, la temperatura sul pianeta potrebbe salire di 4 o 5 gradi centigradi con inevitabili e irreversibili conseguenze.

Qualcosa, invero, si è mosso; qualche impegno è stato assunto, portando l’innalzamento previsto a 2,7 gradi Celsius. Ma è ancora poco. Questo sarà l’argomento al centro di Cop21, conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre.

I lavori sono stati preceduti dalla pubblicazione di un rapporto di 66 pagine (leggi qui), presentato alla fine di ottobre a Berlino. Centoquarantesei nazioni si confronteranno alla ricerca di un obiettivo comune, quello di contenere l’innalzamento della temperatura globale di 2 gradi.

Un grande risultato? Chi esulta non considera alcuni dati, già diffusi negli ultimi anni da centri di ricerca ed enti governativi.

Due gradi in più sul termometro del pianeta non riusciranno a evitare immani catastrofi dovute all’innalzamento degli oceani e alla loro acidificazione, alla mutazione della corrente del Golfo, e all’aumento di venti climatici estremi.

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto i più alti livelli «in 800 mila anni», si leggeva nel 2014 in un rapporto del Gruppo di esperti sul clima dell’Onu (Ipcc).

«Resta poco tempo», aggiungevano gli scienziati riuniti sotto la bandiera delle Nazioni unite, che ponevano a due gradi le “colonne d’Ercole” della temperatura globale.

Nello stesso anno veniva pubblicata un’altra ricerca, a cura del Potsdam institute for climate impact reserach. L’istituto tedesco ipotizzava un aumento del livello degli oceani direttamente proporzionale e quello della temperatura, nella proporzione di 2,3 metri per ciascun grado di aumento della temperatura.

«Un aumento del livello del mare di 2 metri sarebbe sufficiente a sommergere tratti di terra come la Florida o il Bangladesh. Uno scenario che, secondo alcuni, è già irreversibile nel lungo periodo» commentava il Cetri, il Circolo europeo per la terza rivoluzione industriale. L’associazione è nata nel 2010 ed è composta da cittadini europei ed esperti in vari settori delle scienze economiche, tecniche e sociali che condividono la visione di un nuovo modello energetico proposto da Jeremy Rifkin, e illustrate nel suo libro “La Terza Rivoluzione Industriale”.

E, alla considerazione che già con un “+2° C” lo scenario terrestre potesse mutare considerevolmente, era giunto uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista Plos One.
''Valutare i cambiamenti pericolosi del clima: la necessaria riduzione delle emissioni per proteggere i giovani, le generazioni future e la natura'' il titolo di un articolo firmato da 18 ricercatori capitanati da James Hansen, ex scienziato della Nasa ora alla Columbia University

L’aumento di 2 gradi, si legge, «avrebbe conseguenze che possono essere definite». Conseguenze che potrebbero manifestarsi in «un innalzamento di diversi metri del livello del mare», aggiunto a un «incremento degli eventi estremi, già visibile con un riscaldamento di 0,8 gradi».

«Le barriere coralline e le specie associate – continuavano i diciotto -, già provate nelle condizioni attuali, sarebbero decimate dall'aumento dell'acidificazione delle acque, delle temperature e del livello del mare».

Contenere l’innalzamento termico a un grado, al contrario, potrebbe “salvare” le condizioni di vita attuali sulla Terra. Una variazione climatica che – sosteneva la ricerca del 2013 - non si discosterebbe da quelle già affrontate negli ultimi diecimila anni. E che permetterebbe alla biosfera e al suolo di catturare una parte considerevole dell’anidride carbonica (CO2) emessa dall'uomo.

La conferma della soglia di 1 grado Celsius come limite alle trasformazioni irreversibili giunge da un altro studio, realizzato dal dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Oxford e pubblicato nel febbraio 2013 su Science.
Gli scienziati, guidati dal professor Anton Vaks, avevano focalizzato l’attenzione sul permafrost, lo strato di terreno ghiacciato che costituisce circa un quarto della superficie totale delle terre emerse (il 20% del globo, e il 24% dell'emisfero settentrionale). Terreni ricchi di metano (CH4), gas serra considerato molto più insidioso della stessa anidride carbonica.

La liberazione di metano porterebbe dunque a conseguenze irreversibili e in larga parte ancora imprevedibili. Tale liberazione oggi è già in atto, con conseguenze preoccupanti. Lo dimostrano i crateri documentate e febbraio 2015 in Siberia a seguito di violente esplosioni del terreno congelato. Un innalzamento a 1,5 gradi centigradi porterebbe a una drammatica accelerazione di questo processo.

Nel 2008, sette anni prima del Cop21, un documentario del National geographic illustrava all’umanità cosa potrebbe accadere al pianeta in caso di aumento delle temperature. Sei scenari, realizzati complessi modelli climatici, uno per ogni grado centigrado in più.

A +1° C, migliaia di case costruite lungo la Baia del Bengala verrebbero sommerse e nel Sud Atlantico comincerebbero a scatenarsi uragani. A + 2° C toccherebbe ai ghiacciai della Groenlandia: la rapidità del loro scioglimento decreterebbe la quasi certa condanna dell’orso polare. In Canada, la tundra si trasformerebbe in foresta.

Di foresta in foresta: a +3° C l’Amazzonia diventerebbe una savana e la neve potrebbe scomparire dalle vette alpine. Un aumento di 4 gradi sarebbe la fine di Venezia, mentre spiagge dei paesi scandinavi diventerebbero le nuove mete del turismo balneare. Un altro grado in più metterebbe in crisi l’erogazione di acqua in città come Los Angeles o Il Cairo. A + 6° C gran parte della Terra sarebbe un deserto e gli oceani sarebbero completamente blu: ogni forma di vita sarà morta.

Senza contare le conseguenze in campo medico. Uno studio è stato pubblicato nel 2009 e porta la firma dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, un’altra agenzia del’Onu come lo stesso Ipcc.

Cinque le principali conseguenze del cambiamento climatico per la salute.

Siccità e inondazioni porterebbero all’esasperazione del fenomeno della malnutrizione, specie nei pesi contraddistinti da un’agricoltura di sussistenza, oltre a causare sempre più vittime e aumenterebbero il peso delle malattie diarroiche, già oggi la seconda più importante causa infettiva di mortalità infantile.

Ondate di calore, soprattutto nelle città, possono aumentare direttamente la morbilità nei soggetti a rischio (anziani, malati) e il livello di ozono troposferico, accelerando l’inizio della stagione dei pollini e quindi contribuire alla diffusione e gravità di malattie asmatiche e di altre forme di allergia.

Un mutato scenario climatico porterebbe, infine, a una nuova distribuzione geografica di insetti vettori: malaria e dengue potrebbero giungere in aree del globo oggi immuni.

E, quindi, tra quindici giorni a Parigi ci si incontrerà per fermare la folle corsa della temperatura globale a due gradi in più rispetto a oggi, ma Cop21 appare già superato dagli studi noti da anni.

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato elaborato dall'istituto di ricerca Climate Central e pubblicato la scorsa settimana. A +2° C, il livello dei mari continuerà ad alzarsi per coprire territori nei quali vivono oggi 280 milioni di persone.

«Un riscaldamento di +2 gradi centigradi rappresenta una minaccia per l'esistenza a lungo termine di numerose grandi città e regioni costiere», sottolinea Ben Strauss, uno degli autori. Con il limite salutato come una vittoria alla vigilia di Cop21, la crescita del livello dei mari sarà di 4,76 metri. A 1,5 gradi, obiettivo richiesto dai paesi più vulnerabili, come quelli insulari, l'elevazione resterà di 2,9 metri e la popolazione colpita di 137 milioni.

La lista delle città che potrebbero finire parzialmente sott'acqua è lunghissima. Si parla di Hong Kong, Calcutta, Dacca, Giacarta, Shanghai, Mumbai, Hanoi, Rio, Buenos Aires, New York e Tokyo.


 

La potente neurotossina legata al mescolamento tra acque dolci e salate. Lo dimostra una ricerca condotta in Canada

Non solo innalzamento dei mari.

Alle conseguenze del surriscaldamento globale dovuto alla combustione dei gas serra, ne va aggiunta un’altra, inedita e non meno preoccupante: l’aumento della percentuale di metilmercurio. Una potente neurotossina che si accumula molto rapidamente negli organismi, dallo zooplancton lungo tutta la catena alimentare.

La scoperta si deve a uno studio condotto dalla Chan School of Public Health di Boston nell’ambito di una collaborazione internazionale, pubblicato sulle pagine degli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti.

La ricerca ha fornito la risposta a un interrogativo che da anni impegnava i biologi marini. Tutto è nato dallo studio di valutazione dell'impatto ambientale di una centrale idroelettrica delle cascate di Muskrat, in Canada. Il progetto prevede la costituzione di un vasto bacino idrico con l’allagamento della regione del lago Melville. Un lago salato, in cui – a partire dal 2012 – sono stati avviati prelievi al fine di studiarne l’ecosistema. Sono stati così scoperti alti livelli di metilmercurio, non previsti dai modelli disponibili.

Ma non solo. I prelievi hanno anche messo in relazione le concentrazioni della tossina nel plancton con la profondità: il picco è stato misurato tra nell’intervallo tra uno e dieci metri dalla superficie: esattamente quello che avviene nelle zone centrali del Mar Glaciale Artico.

La spiegazione va ricercata nelle abitudini degli organismi che formano il plancton. Quando le acque dolci si mescolano con quelle superficiali, salate, (il caso, per esempio, delle foci dei fiumi e delle acque di fusione del ghiaccio marino), si dispongono a formare strati, in cui la salinità aumenta in maniera direttamente proporzionale alla profondità del mare. E questa stratificazione permette ai materiali organici di restare sospesi, costituendo fonte di nutrimento per lo zooplancton. In quest’ultimo, però, sono anche presenti anche batteri che trasformano il mercurio in metilmercurio.

Come spesso avviene nel caso di mutamenti umani dell’ecosistema, un meccanismo naturale prende altre forme e dimensioni, dalle fattezze imprevedibili.

Della formazione del metilmercurio si dovrà tener conto, da oggi, nella valutazione delle conseguenze dell’aumento della temperatura globale dovuto alle emissioni di gas serra.