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Lo sostiene uno studio pubblicato su “Science” e “Science Advances”

 

L'uomo di Neanderthal sarebbe stato capace di comportamento simbolico.

Lo sostiene uno studio messo a punto da Diego Angelucci, geoarcheologo dell’Università di Trento, con i colleghi di una collaborazione internazionale,

Ai risultati, pubblicati su “Science” e “Science Advances”, si è giunti attraverso l’utilizzo di una tecnica radiometrica al torio-uranio, che ha dato con precisione alcuni reperti scoperti in alcue grotte, in Spagna, negli ultimi anni.

Stando ai ricercatori, l'uomo di Neanderthal decorava le pareti delle cavità già 65.000 anni fa. Inoltre, utilizzava conchiglie a scopo ornamentale già 115.000 anni fa. In un periodo, quindi, precedente all'arrivo in Europa dell’Homo sapiens.

La scoperta cambia radicalmente quanto sostenuto finora. E cioè che il pensiero simbolico fosse nato con l’Homo sapiens, vale a dire l'uomo anatomicamente moderno. 

Identificato per la prima volta asteroide proveniente dall'esterno del nostro sistema solare

Il primo visitatore interstellare del sistema solare mai scoperto è un asteroide rossastro. È stato chiamato Oumuamua (nome ufficiale 1I/2017 U1) e ha una forma affusolata, della lunghezza di almeno 800 metri, con un raggio medio di 80 metri.

Lo ha scoperto un gruppo di astronomi dell'Institute for Astronomy di Honolulu, dell'Eso e dell'Esa, come descritto in un articolo pubblicato su Nature.

A differenza dei circa 750mila asteroidi o comete conosciuti, Oumuamua ha un'orbita che farebbe pensare a un corpo proveniente dall'esterno del nostro sistema solare.
Stando alle stime, un asteroide interstellare dovrebbe attraversare il sistema solare interno circa una volta all'anno. Si tratta di corpi deboli e difficili da rilevare, quindi finora mai identificati. Stavolta è andata diversamente, grazie al telescopio Pan-Starss 1, installato sull'isola di Maui, nelle Hawaii. E Oumuamua è, infatti, un nome hawaiano, tradotto con "messaggero".

Gli scienziati, inizialmente, avevano pensato a una cometa. Ma Oumuamua durante il suo avvicinamento al Sole, alla velocità di circa 95.000 chilometri all'ora, non produceva alcuna coda - a differenza, appunto, delle comete. Stando alle successive osservazioni, sarebbe composto da rocce o metalli, e ha una superficie scura e arrossata, a causa dei raggi cosmici assorbiti nel corso di milioni di anni.

Secondo i calcoli, l'oggetto avrebbe vagato per la Via Lattea per centinaia di milioni di anni, prima di incontrare per caso il nostro sistema solare.