Riscaldamento globale, anni contati

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Secondo uno studio dell’Ipcc presentato ieri a Berlino ci sarebbero solo 17 anni per invertire la tendenza e ridurre l’emissione di gas serra. Con questi ritmi, la temperature potrebbe aumentare fino a 5 gradi entro il 2100

 

Diciassette anni di tempo per invertire la rotta e abbassare l’emissione di anidride carbonica e gli altri gas che provocano l’effetto serra. Oppure sarà catastrofe.

Stavolta il campanello d’allarme lo lancia l’Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico.

Lo studio è stato presentato ieri a Berlino. Nel documento si legge che nel primo decennio del ventunesimo secolo le emissioni dei gas che provocano il surriscaldamento del globo sono aumentate più rapidamente del trentennio 1980-2000. Ogni anno finisce nell'atmosfera un miliardo di tonnellate emissioni in più rispetto all'anno precedente.

Di questo passo, la temperatura salirà di oltre i 2 gradi centigradi giudicati sostenibili. Si parla di un aumento fra 3,7 e 4,8 gradi entro il 2100. Gli esiti saranno disastrosi, con l’innalzamento del livello del mare, che porterà alla scomparsa di numerose zone costiere in tutto il mondo, densamente popolate.

La geografia potrebbe risultare stravolta: al posto della foresta amazzonica rischia di comparire un gigantesco golfo; gran parte del Messico potrebbe finire sott’acqua; in Groenlandia un grande lago prenderà il posto dei ghiacciai.

Lo studio è stato elaborato da 31 team internazionali analizzando oltre 1.200 scenari possibili.

In che misura dovrebbero calare le emissioni di gas serra? Almeno del 40% fino al 2050, affermano gli scienziati, anche se il risultato ottimale si avrebbe con un calo del 70%. Il tutto con un costo pari allo 0,06% del prodotto interno lordo annuo.

 

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