Nella fucina delle molecole “aliene”

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Composti sconosciuti scoperti nel cosmo. Potrebbero aiutare gli scienziati nella ricerca dell’origine della vita

Temperature altissime, o bassissime. Pressioni enormemente distanti dai valori terresti.

Parametri che potrebbero portare alla formazione di composti inediti, instabili, se rapportati a quelli presenti sul pianeta Terra. Lo spazio è ambiente alieno, e tutto da scoprire. Qui potrebbero celarsi molecole sconosciute all’essere umano, potenzialmente in grado di aiutare nella risposta agli interrogativi sull’origine delle forme viventi.

Il “la” a questa nuova consapevolezza deriva da una molecola, al momento un’ipotesi, il “propynylidynium”, formula bruta C3H+.

Una lunghezza d’onda compatibile con questo composto è stata captata nel 2011 dagli astronomi dell'Iram (Institute of millimeter radioastronomy). Il potente telescopio da 30 metri, installato nella Sierra Nevada spagnola, ha analizzato porzioni della Testa di Cavallo, una nebulosa detta così per il suo profilo simile a quello di uno stallone, una nuvola di polvere e gas distante 1.500 anni luce dal nostro pianeta.

Lo studio dello spettro delle onde radio ha rivelato una frequenza di 89,957 gigahertz, corrispondente a una molecola non ancora conosciuta.

Le ipotesi di Evelyne Roueff (Observatoire de Paris) e altri chimici del gruppo sono giunti alla teorizzazione dell’esistenza del composto. Sulla Terra, lo ione molecolare sarebbe altamente instabile, e reagirebbe quasi istantaneamente, ma non nello spazio, contraddistinto da condizioni di temperatura e pressione altamente differenti.

Il primo articolo è stato pubblicato nel 2012 sulla rivista “Astronomy & Astrophysics”.

Due anni dopo, ricercatori dell'Università di Colonia sono riusciti a ricreare il “propynylidynium” in laboratorio, per breve tempo.

Altre molecole “aliene” potrebbero essere scoperte. Le strumentazioni dei ricercatori pullulano di righe spettrali non ancora identificate. Potrebbero corrispondere a composti inimmaginabili. Come “SiCSi”, scoperto nel 2015 in una stella morente e costituito da due atomi di silicio e uno di carbonio.

Agli astrochimici il compito di proseguire nelle ricerche, e tentare di dare una risposta a uno degli interrogativi da sempre nella mente dell’uomo: come è iniziata la vita? Molecole complesse potrebbero essersi originate miliardi di anni fa nel cosmo, e giunte sui pianeti condotte da comete e meteoriti. Anche sulla Terra.

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