Protocollo Argentino : l’Italia al sacco.

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E' da quando è caduto il muro di Berlino che gli italiani aspettano la liberazione dalla occupazione militare ed economica dei paesi che vinsero la II guerra mondiale. Le potenze occupanti il suolo nazionale invece hanno rinnovato la loro occupazione per un tempo indefinito, epoca che sarebbe dovuta finire invece nel 1995 .

Controllando con un pugno di ferro tutti i mezzi di informazione, hanno rinnovato le alleanze con i gruppi criminali di stampo mafioso e con i gruppi politici messi ad "amministrare" per poter finire il saccheggio del patrimonio nazionale italiano cominciato il 1945. Per far ciò, con il rinnovo dell'alleanza con i gruppi mafiosi e con i loro servi dei partiti politici ufficiali, le potenze dominanti hanno applicato il protocollo argentino, lo stesso identico protocollo dei tempi di Carlos Saul Menen in Argentina : il liberismo.

Molte le vittime del protocollo in settanta anni di occupazione : 1132 giornalisti di inchiesta, Falcone, Borsellino, e tanti, tantissimi altri meno noti.

Con l'aiuto dei loro agenti di volta in volta di turno sulla scena nazionale come le eminenze grigie più recenti quali Antonio di Pietro, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e molti altri noti traditori del popolo italiano e della nostra patria , queste potenze occupanti, hanno potuto realizzare il maggior crollo economico dell'Italia a causa della vendita dissennata ai privati delle maggiori industrie produttrici nazionali con il protocollo argentino che fu per loro un grande successo: la privatizzazione.

Identico registro fu applicato in Argentina a suo tempo con esito positivo . In Argentina come in Italia vediamo la vendita di tutte le industrie nazionali, vendita delle compagnie petrolifere aeree, telefoniche, strade ferrate, acquedotti, autostrade, ecc. ecc., tutte liquidate a quattro soldi e senza che gli acquirenti appartenenti alla finanza nord americana ed europea si accollassero i debiti ma solo gli utili.

Il debito che fine ha fatto? Rigorosamente rimane da pagare per intero da parte degli argentini come per gli italiani

La liquidazione di tutto il patrimonio nazionale ha comportato con le privatizzazioni perdite, per decine e decine di miliardi di euro.

Non parliamo della corruzione dilagante e del traffico illecito di armi . Stesso panorama argentino.

Il debito estero, la disoccupazione e la forbice tra la minoranza ricca e la maggioranza povera del paese crescono a ritmi inarrestabili, toccando vertici mai raggiunti in precedenza. Come in Argentina, i servitori delle potenze occupanti il suolo natio, inquisiti e condannati per reati vari, la fanno franca con provvedimenti legislativi ad hoc, emanati da un parlamento fantoccio e dalle alte cariche pulcinella dello stato che non c'è : la Repubblica Italiana.

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