Il campo magnetico può influenzare le tempeste solari

Condividi l'articolo
FaceBook  Twitter  
Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

A gennaio dello scorso anno la Terra fu “risparmiata” da un evento che avrebbe potuto creare serie difficoltà alle telecomunicazioni

Ci si attendeva un black-out da record nelle comunicazioni satellitari e nelle linee elettriche a gennaio dello scorso anno. Occhi puntati, con preoccupazione, alla nostra stella. Invece la tempesta solare ha risparmiato la Terra, facendo tirare un sospiro di sollievo a scienziati e ricercatori.

Adesso una ricerca ne spiega il perché. Stando a uno studio di Christian Möstl dell'Accademia delle scienze austriaca e colleghi di una collaborazione internazionale, l’enorme quantità di energia sprigionatasi è stata influenzata dal campo magnetico del Sole.

La ricerca è stata pubblicata su “Nature Communications” e potrebbe fornire una nuova chiave di lettura delle tempeste solari, i loro possibili effetti sul nostro pianeta, oltre a fornire previsioni sempre più accurate.

Il fenomeno, oggi prevedibile con una certa affidabilità, avviene sulla corona, la parte più esterna dell'atmosfera del Sole e determina una proiezione nello spazio, fino a centinaia di milioni di chilometri di distanza, di elettroni, protoni e una piccola percentuale di elementi più pesanti. Una massa di miliardi tonnellate che, quando raggiunge la Terra, incide sulla deformazione della magnetosfera terrestre, provocando in essa un vero e proprio schiacciamento.

È quanto si era previsto per il 7 gennaio 2014, ma la parte più intensa della tempesta non colpì la Terra, diffondendosi nello spazio attraverso una traiettoria imprevista.

Dall’analisi dei rilevamenti di sette diverse missioni spaziali in occasione della tempesta del gennaio 2014, il gruppo di ricerca ha stabilito che la massa espulsa si diffuse in direzione longitudinale, influenzata dagli stessi campi magnetici del Sole.

Condividi l'articolo
FaceBook  Twitter