Il taglio delle emissioni gas serra unica soluzione contro l’acidificazione degli oceani

Condividi l'articolo
FaceBook  Twitter  
Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

 

È la tesi di uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research (Pik), pubblicato sulla rivista Nature Climate Change

Lotta contro il tempo per salvare la vita negli oceani. L’aumento vertiginoso di gas serra sta cambiando inesorabilmente la composizione chimica delle acque e sta causando il rapido innalzarsi delle sue temperature.

Il processo di acidificazione porta l’anidride carbonica (CO2) giunta dall'atmosfera a trasformarsi in acido carbonico (H2CO3). Si è stimato che tra il 1751 e il 1994 il pH superficiale delle acque oceaniche si sia abbassato da 8,25 a 8,14.

Tale processo si potrebbe arrestare solo con una tempestiva riduzione delle emissioni in atmosfera.
Lo scenario è descritto da uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research (Pik), pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

Non solo CO2: sotto accusa anche agli altri gas serra – tra cui il metano (CH4), l’esafloruro di zolfo (SF6) e il protossido di azoto (N2O).

L’attualità ha portato alla ribalta la cosiddetta geoingegneria quale extrema ratio per intervenire sulla composizione chimica dell’atmosfera. Ma la sottrazione di CO2 dall’atmosfera, di per sé tutta da discutere, se non accompagnata da un drastico taglio delle emissioni, non sarebbe utile per fermare il processo di acidificazione dei mari.

Ai ritmi attuali, tra cento anni - anche nell’ipotesi di una massiccia sottrazione di anidride carbonica tale da portare la sua concentrazione atmosferica ai livelli antecedenti la rivoluzione industriale - le emissioni tra cento anni potrebbero portare a un livello di acidità degli oceani quattro volte superiore agli stessi livelli preindustriali.

Un processo già visibile oggi nelle sue interazioni con il carbonato si calcio presente delle conchiglie dei molluschi e nel plancton calcareo.

 

Condividi l'articolo
FaceBook  Twitter